Salita con ciaspole e ramponi al Monte Marmagna dal Rifugio Lagdei

ANDATA: Rifugio Lagdei (1.250 m), sentiero 727, sentiero 723, Lago Santo (1.530 m), sentiero 723, Monte Marmagna (1.851 m)

RITORNO: Monte Marmagna (1.851 m), Sentiero 723, Rifugio G. Mariotti,Lago Santo (1.530 m), 723A-723B, Sentiero 723A,Rifugio Lagdei (1.250 m)

ESCURSIONE

  • Ascesa 600 m, Discesa 600 m, Lunghezza
  • Tempo richiesto (soste escluse): 4.30 ore
  • Sentiero andata 727, 723; Sentiero ritorno 723, 723A-723B, 723A
  • Difficoltà: EEA

Cartografia: Carta Escursionistica delle valli del Cedra e del Parma 1:25.000 – Parco Regionale dei Cento Laghi

Leggi le Note Importanti per le Escursioni Proposte.

 

Descrizione: l’escursione invernale per raggiungere la cima del Monte Marmagna non è particolarmente impegnativa ma richiede attrezzatura adeguata (ciaspole, ramponi e picozza) e la conoscenza delle tecniche di progressione su neve. Nel caso in cui non si avesse la necessaria pratica, consiglio di fermarsi nella conca del Lago Santo.


Prima di ogni escursione su neve, è obbligatorio consultare il bollettino di previsione neve e valanghe di Meteomont (www.meteomont.org). Nel nostro caso avevamo pericolo valanghe moderato “2” (i valori vanno da 1 a 5 – con i valori 4-5 è fortemente sconsigliato affrontare il percorso).


 

Abbiamo affrontato l’escursione in cinque: due con ciaspole e ramponi, due con sci da sci alpinismo e una con lo snow board (in salita, ovviamente, ha usato le ciaspole).
 

La salita dal Rifugio Lagdei fino al Rifugio Mariotti, sulle sponde del Lago Santo Parmense, è agevole e non presenta difficoltà. Si passa attraverso un bosco seguendo dapprima il sentiero 727 per poi svoltare sul 723.
 

Arrivati al Rifugio Mariotti in circa un ora, ci troviamo davanti al Lago Santo completamente innevato.
 

Il nostro sentiero prosegue sulla sponda destra del lago. Dopo una breve salita termina il bosco e ci ritroviamo alle pendici dei monti Aquilotto e Marmagna. Qui il sentiero non è visibile e ci orientiamo basandoci su di una semplice, quanto importante, regola di base:
“Evitare gli avvallamenti ed i canali dove per effetto del vento si depositano i maggiori accumuli di neve, cercare di tenersi sempre sui dossi ed i crinali sicuramente meno pericolosi.”
Proseguiamo con le ciaspole ai piedi e ci inerpichiamo su di un dosso che porta verso la cima del Marmagna. La neve era dura e compatta e avremmo potuto mettere i ramponi ma sfruttando il ramponcino frontale delle ciaspole, siamo saliti senza problemi.


 

Salendo verso il crinale il vento è aumentato (come sempre capita sui crinali del nostro appennino). Il cielo era limpido e la vista dalla vetta era splendida.
 

Per la discesa abbiamo montato i ramponi (il vento forte e la pendenza lo hanno reso necessario per avere il passo sicuro) e abbiamo percorso i dossi fino al bosco.


Dalla cima del Monte Marmagna fino al Lago Santo, abbiamo seguito a ritroso il percorso fatto all’andata. I tre sciatori sono scesi per conto loro e ci hanno aspettato al Lago.
 

Noi due “ciaspolatori” siamo scesi al Rifugio Lagdei per un sentiero diverso, il 723A. Lungo il percorso abbiamo trovato, in corrispondenza di un impluvio sotto al Monte Sterpara, quanto restava di una valanga caduta precedentemente.
 

Considerazioni: Come già anticipato, il percorso non è particolarmente impegnativo, a patto di avere l'attrezzatura idonea per affrontare la montagna d'inverno e di avere adeguata esperienza per poterla usare. Dato il pericolo “2” previsto da Meteomont e la neve dura e compatta che abbiamo trovato sul posto, abbiamo potuto percorrere tranquillamente il sentiero 723A. In ogni caso consiglio di valutare bene sul posto se non preferire il ritorno sui sentieri percorsi all’andata (723-727)

 

Salita con ciaspole e ramponi al Monte Marmagna dal Rifugio Lagdei