Invernale: anello Doganaccia, Spigolino, lago Scaffaiolo

Funivia La Doganaccia (1.546 m), sentiero 6, Passo di Croce Arcana, Sentiero 00, Spigolino (1.827 m), Sentiero 00, Passo della Calanca (1.732 m), Sentiero 00, Lago Scaffaiolo - Rifugio Duca degli Abruzzi (1.787 m), Sentiero 00, Passo della Calanca (1.732 m), Sentiero 66, Funivia La Doganaccia (1.546 m).

Partenza dalla funivia di Doganaccia (Cutigliano PT)

  • Ascesa 550 m, Discesa 550 m, Lunghezza: circa 9 km
  • Tempo richiesto (soste escluse): 3 ore
  • Sentiero: 6, 00, 66
  • Difficoltà: EEA, richiesta esperienza su tracciati innevati con l'uso di ciaspole, ramponi e piccozza.
  • Cartografia: 1:25.000

Descrizione breve: bel percorso ad anello, da distanze e dislivelli contenuti, che parte dal parcheggio della funivia Doganaccia per arrivare in cima allo Spigolino passando dal passo di Croce Arcana e dal Lago Scaffaiolo / Rifugio Duca degli Abruzzi. Il percorso non presenta difficoltà se fatto nel periodo estivo ma richiede esperienza e attrezzatura adeguata per essere affrontato in inverno.

Attenzione: come per qualsiasi escursione su neve, é importante affrontare il percorso con cognizione di causa, avere l'attrezzatura adeguata, studiare bene a casa sia il percorso che le condizioni meteo per poi adattare il tutto a quanto ci si trova "sul campo". Nel nostro caso le condizioni della neve (scarsa e dura dove presente) non hanno richiesto l'uso né di ciaspole né di ramponi ma abbiamo adattato la nostra strada per non camminare in prossimità dei cornicioni di neve incontrati in vari punti, specie sullo Spigolino.

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Descrizione: Per arrivare alla partenza dalla Toscana, si passa da Cutigliano, Melo e si prosegue verso La Doganaccia. Si seguono, quindi, le indicazioni per il Passo di Croce Arcana e si arriva nel parcheggio ai piedi della funivia.

 

Calzati scarponi e messo in spalla lo zaino, si sale per gli scalini che portano alla funivia e si prende la seconda rampa di scale su cui si vede chiaramente il simbolo rosso e bianco del CAI.

Usciti dalla rampa ci si dirige verso sinistra stando ai bordi della pista da sci, si superano il "Rifugio" Bicocca e la chiesetta per attraversare la pista da sci passando sotto allo Skilift che ci trova di fronte. Sul muro, nel sottopassaggio, si vedono di nuovo i simboli CAI.

Condividiamo ancora per poche decine di metri la traccia con gli sciatori (mantenetevi sul bordo) per arrivare a vedere i cartelli che indicano i sentieri 6 e 66.

Noi prenderemo il 6 all'andata e sbucheremo dal 66 al ritorno.

Imbocchiamo il sentiero 6 che si percorre agevolmente nonostante non siano visibili molti segni a indicare la strada. Lungo la salita la nostra vista spazia sulla Val di Nievole che é coperta da un suggestivo e continuo strato di nuvole da cui spuntano solo le cime circostanti tra cui il monte Serra ed isole del Tirreno (su queste non sono ferrato ed eviterò di citare nomi a caso).

 

Lungo la salita abbiamo seguito una traccia che andava a destra discostando dal sentiero 6, peraltro non visibile a causa della neve, ma é stato comunque facile puntare sul 00 perché ci siamo diretti verso i soliti orrendi ripetitori/antenne che spesso sovrastano il crinale in quota.

Purtroppo la mappa del mio Garmin Dakota 20 non include il sentiero 6.

Manchiamo di poco il Passo di Croce Arcana e lo vediamo dall'alto; non vale la pena di scendere e ci godiamo il panorama: il mare di nuvole che copre la valle, le cime appenniniche (Alpe Tre Potenze, Rondinaio, Gomito, Giovo, Libro Aperto, Lagoni, Cimone, Spigolino) e, in lontananza, é ben visibile l'arco alpino.

 

Seguiamo il sentiero di crinale e ci dirigiamo verso lo Spigolino (1.827 m). Sono ben visibili le cornici di neve sul versante a nord e diversi tratti scoperti a sud.

Lasciamo perdere eventuali tracce lasciate dai passaggi precedenti e optiamo per salire dritto per dritto tenendoci ben lontani dai cornicioni. La salita é abbastanza ripida ma il dislivello é contenuto.

 

Arriviamo rapidamente sulla cima dove troviamo la croce e l'altare; la vista é splendida e possiamo vedere, oltre alle cime già indicate, anche il Cupolino ed il profilo del Corno alle Scale (1.945 m) con ben visibile l'enorme croce di Punta Sofia (1.939 m).

É giunto il momento della sosta, ci sediamo rivolti a sud, il sole illumina i monti e la spessa coltre di nubi sottostante; un semplice panino é molto più saporito in quota.

 

Si riparte, il rifugio Duca degli Abruzzi é ben visibile e decidiamo di raggiungerlo con una breve deviazione rispetto all'anello che ci riporterà all'auto.

Scendiamo dalla cima dello Spigolino fino al Passo della Calanca (1.732 m) da cui parte il sentiero 66 che prenderemo al ritorno e proseguiamo in direzione del rifugio che raggiungeremo in 20-30 minuti.

 

Il sentiero non é visibile perché completamente coperto dalla neve e vi sono diversi percorsi tracciati da chi é passato prima di noi. Valutiamo l'ambiente circostante, scegliamo quella che riteniamo la traccia più sicura e proseguiamo.

Come detto fin dall'inizio, il tracciato qui descritto non presenta difficoltà particolari ma il terreno va sempre valutato attentamente perché é meglio essere "un po' più paranoici" del necessario.

Arriviamo all'altezza del lago che é completamente coperto da neve, lo aggiriamo e saliamo al rifugio per una fetta di torta (ma se siete in orario, vi consiglio la polenta).

Facciamo una sosta breve perché in inverno la luce cala velocemente e ripartiamo verso il Passo della Calanca per il sentiero 00 percorso all'andata. Sulle Alpi già si vedono i colori rossastri del tramonto.

Arrivati al passo, si vede, poco distante, il cartello del bivio: prendiamo la via bassa (sentiero 66) poiché quella intermedia (la variante 00) é il sentiero che aggira il Monte Spigolino sul versante sud e si ricongiunge al sentiero di crinale per andare al Passo di Croce Arcana.

Il sentiero é tranquillo e ci porta ad intersecare la strada carrozzabile (completamente innevata) che va dalla funivia al passo di Croce Arcana. Continuiamo sul sentiero 66, quello più stretto che si apre davanti a noi (segni del CAI), e scendiamo attraverso il bosco fino all'arrivo della funivia dove abbiamo l'auto.

 

Riassumendo: il giro é relativamente breve e semplice. Le difficoltà, ovviamente, cambiano a seconda delle condizioni meteo; é facile trovare molta nebbia e venti forti avvicinandosi al crinale. Con esperienza ed attrezzatura adeguata, si può avere la fortuna di trovarsi di fronte ad un fantastico panorama a 360 gradi che spazia dal mare all'Appennino, fino alle Alpi.

 

 

 

 

Invernale: Anello Doganaccia, Spigolino, lago Scaffaiolo