Giro ad anello dal Rifugio Zamboni al Monte Cusna

ANDATA: Rifugio Zamboni (1.141 m), sentiero 617, Fosso degli Arati, la Borra, al quadrivio (1.965 m) prendere il sentiero 617/619, poco prima della vetta si incrocia il sentiero 625 che ci porterà sulla cima del Monte Cusna (2.120 m)

RITORNO: Monte Cusna (2.120 m),  si percorre a ritroso il sentiero 625 e successivamente il sentiero 617/619, giunti al quadrivio (1.965 m) prendere il sentiero 619, Bivacco Rio Grande,all’incrocio con il sentiero 609 continuare sul sentiero 619, Rifugio Zamboni.

Per il ritorno si può scendere dal Cusna percorrendo il sentiero 607 per affrontare un tratto EE che prevede un passaggio su roccette (non particolarmente impegnativo ma che richiede passo fermo e roccia asciutta), arrivati al bivio non proseguire verso il Sasso del Morto ma prendere la variante 607 fino al quadrivio da cui eravamo passati prima e proseguire sul 619.

 

Andata:

  • Ascesa 970 m, Lunghezza circa 4 km
  • Tempo richiesto (soste escluse): 3 ore
  • Sentiero 617, 617/619, 625
  • Difficoltà: T fino al guado del Fosso degli Arati, E fino alla vetta del Cusna

Ritorno:

  • Discesa 970 m, Lunghezza circa 5 km
  • Tempo richiesto (soste escluse): 2 ore
  • Sentiero 607, 619
  • Difficoltà: EE dalla cima del Cusna per il sentiero 607, E fino al Bivacco Rio Grande, T fino al Rifugio Zamboni

 

Cartografia: Carta Escursionistica del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano  1:25.000 – Foglio Est (su carta manca un tratto tra il bivacco Rio Grande e il Rifugio Zamboni ma basta mantenere il sentiero 619 che è ben segnalato dai cartelli)

 Leggi le Note Importanti per le Escursioni Proposte.

 

Descrizione :  Dal rifugio si segue l’indicazione, su cartello in legno, per l’Alpe di Cusna. Tutto il primo tratto lungo il sentiero 617 si percorre attraverso una faggeta. Il percorso è agevole e ben segnalato. Soltanto in un punto del bosco ci si ritrova davanti ad una salita di pietrisco senza alcuna indicazione: affrontatelo "dritto per dritto" e troverete nuovamente il confortante simbolo bianco/rosso.

Appena fuori dal bosco si rivede il crinale del Cusna ed il panorama dà decisamente maggiori soddisfazioni. Si raggiunge facilmente il canale della Borra ai piedi del Monte Contessa ed è qui che inizia una salita ripida che porta nell'avvallamento ai piedi della nostra meta. Lungo la salita sono ben visibili, sulla nostra sinistra, il Cimone, il Monte Cantiere, il Libro Aperto ed il Monte Lagoni.

 

Un altro breve strappo (dalla parte sinistra dell'avvallamento si sente il fischio delle marmotte) e si raggiunge il quadrivio, crocevia per i sentieri 617/619, sentiero 619, sentiero 607 ed il 617 da cui arriviamo.

Imbocchiamo il sentiero 617/619 per arrivare sulla vetta del Cusna in soli 15 minuti. Lungo la salita incontriamo il sentiero 625 (giro alternativo per il ritorno che si può seguire al posto del 619 che propongo qui di seguito).

 

La vista dalla vetta è splendida: si vede il crinale dell'Alpe del Cusna con il Sasso Morto ed il Monte La Piella, il Rifugio Battisti, il Monte Prado, il Monte Castellino (su cui eravamo saliti con ciaspole e ramponi lo scorso inverno), le Apuane, il golfo di la Spezia e Porto Venere. A nord si vede l'Appennino Parmense e la foschia non ci permette di "arrivare" alle Alpi.

La cima del Cusna è decisamente affollata (inclusi gitanti della domenica con scarpe da ginnastica che sarebbe opportuno non usare). Terminate le foto di rito e contemplato il panorama, scendiamo a ritroso per il sentiero 617/619 e al quadrivio prendiamo il 619.

La prima parte del percorso è all'aperto ed è ripida. Si passa attraverso una splendida distesa di mirtilli!

Dopo poco si ritorna nella faggeta e non vi sono particolari segnalazioni se non l'avvallamento attraversato dal torrente Rio grande (l'han già detto in tanti ma non posso esimermi dal ripeterlo: siamo decisamente lontani dal fiume di John Wayne!) in cui ci siamo concessi il lusso di mettere i piedi a mollo.

Poco dopo averlo "guadato", si incontra il bivacco Rio Grande per poi proseguire fino al Rifugio Zamboni (il servizio ristorante chiude presto e se arrivate per le 16, potrete avere solo panini freddi e/o fette di torta).

 

Considerazioni: il giro è il più diretto alla cima del Cusna. Non esistono scorciatoie (se si esclude la seggiovia che oggi sembra chiusa) ed i 1.000 metri di dislivello sono un divertimento necessario.

Mentre consiglio la salita per il sentiero 617, la discesa per il 619 l'ho trovata abbastanza noiosa. Si entra rapidamente nella faggeta e la discesa diventa lunga senza panorami che appaghino l'occhio. L'unica alternativa al bosco, sono i tralicci dell'alta tensione!

Torneremo sul Cusna e questa volta percorreremo il crinale che porta fino al Passone.

Giro ad anello dal Rifugio Zamboni al Monte Cusna