Garmin Dakota 20 - considerazioni da prova sul campo

Dopo aver seguito i corsi del CAI di Modena ed aver appreso le nozioni base per l'orientamento con cartina e bussola, ho deciso di dotarmi anche del terminale GPS Garmin Dakota 20.

Esistono ottime recensioni in rete di questo prodotto e non mi dilungherò a descriverne tutte le funzionalità. Il mio obiettivo é illustrarne l'utilizzo operativo di quando l'ho usato durante il trekking di 4 giorni per l'Alta Via n.1 delle Dolomiti (qui troverete la descrizione dell'intero percorso).

Il Dakota 20 é dotato di alcune funzionalità molto importanti per il trekking che non sono presenti nel modello inferiore Dakota 10: altimetro barometrico e bussola elettronica. É dotato di mappe base che sono inutili come supporto per l'escursione, visto che contengono solo le strade/autostrade principali.

L'unico modo per sfruttare adeguatamente il dispositivo é installarvi la TrekMap Italia (il cui costo, tutt'altro che indifferente, si aggira sui 199€).

La TrekMap Italia include punti geografici (nomi di monti, forcelle, passi), curve di livello, rifugi e sentieri ma presenta importanti lacune.

L'itinerario su cui l'ho provato partiva da Capanna Alpina per arrivare al Rifugio Palafavera passando dal Rifugio Lagazuoi, Rifugio Dibona, Rifugio Nuvolau, Rifugio Palmieri Croda da Lago e Rifugio Città di Fiume. Di questi punti di riferimento, non ho trovato traccia di Capanna Alpina, Rifugio Lagazuoi, Rifugio Città di Fiume e Rifugio Palafavera. Un altro errore evidente é la funivia al Lagazuoi che su TrekMap é indicata come skilift.

Gli errori sono diversi e, visto il prezzo, credo sia utile segnalarlo. É possibile inserire nuovi waypoint e arricchire il database, ma diventa scomodo programmare il terminale quando si é sul posto perché mi sono ritrovato più volte a spostarmi sulla mappa e indicare manualmente i punti di riferimento da cui intendevo passare (e qui é stata utilissima la cartina Tabacco 1:25.000 che usavo come riferimento, dato che lo schermo del Garmin é molto piccolo).

Avrei trovato interessante anche avere una funzionalità che consenta di traguardare un punto di riferimento "reale" per avere sul display una rosa dei possibili nomi. Si può comunque ottenere qualcosa di simile se si guarda prima la direzione della bussola e poi si fa una ricerca sui POI della zona (quando vengono indicati a video, viene anche riportata la loro direzione in gradi) ma sarebbe utile una funzione automatica (non difficile da implementare).

Non vorrei denigrare troppo un ottimo strumento come il Dakota 20 poiché trovo sia molto utile e che valga la pena affiancarlo all'immancabile cartina. Diciamo che si tratta più che altro di una questione di costi/benefici.

É possibile definire un percorso in cui inserire tutti i punti importanti da cui vogliamo passare o solo dargli l'indicazione della nostra meta e lasciare al Dakota il compito di mostrare il percorso migliore (sta a noi richiedere di calcolare il percorso più breve o quello più rapido). Oltre a dare le indicazioni del percorso da seguire (proprio come un navigatore per auto ma senza segnalazioni vocali), il Dakota tiene traccia del percorso e mostra a video informazioni utili come i km fatti, il tempo di sosta, il tempo di cammino, la direzione della bussola, la quota. Le varie schermate sono configurabili ma secondo un "recinto" predefinito e non é sempre possibile visualizzare in un'unica schermata tutti i valori desiderati obbligando l'utente a navigare tra i 2-3 menu principali (la disposizione dei menu é a sua volta configurabile per un accesso rapido ai comandi più utilizzati). Il percorso fatto viene salvato sul terminale in formato GPX e può essere esportato per essere visualizzato su Google Earth.

L'elaborazione dei dati può essere effettuata sul software Garmin Basecamp, soluzione gratuita scaricabile direttamente dal sito del produttore. Il software Mapsource viene fornito con la TrekMap Italia.

Durata batterie: ho utilizzato batterie stilo AA per tutti e quattro di giorni e ne ho consumate "quasi 6". La durata secondo il manuale é di circa 15 ore e il nostro percorso prevedeva tappe di circa 7 ore (tra cammino e soste). Se si calcola che la sera, in rifugio, utilizzavo il Dakota per visualizzare i dati raccolti e programmare il percorso seguente, il numero di batterie utilizzate é "da manuale".

Luminosità schermo: scarsa. Si tratta ovviamente dell'unico modo per garantire la durata delle batterie, ma anche se impostata al massimo, la luminosità dello schermo é veramente bassa quando ci si trova all'aperto.

WAAS/EGNOS: oltre alla ricezione del segnale dei satelliti GPS, si può sfruttare il sistema WAAS/EGNOS che si appoggia a satelliti geostazionari e a stazioni fisse a terra per il controllo del ritardo del segnale. Quest'ultimo metodo, più esigente per il consumo delle batterie, garantisce una maggior precisione per la posizione xyz. Di default é impostato il sistema GPS.

Altimetro: il Dakota 20 é dotato di altimetro barometrico e di una interessante funzione di correzione della quota basato sul sistema GPS. L'altimetro barometrico é più preciso e sensibile rispetto a quello GPS ma dipende dalla pressione barometrica che può variare più volte nella stessa giornata andando a "sballare" i valori della quota indicata. Grazie al confronto, che avviene una volta al secondo, tra la quota barometrica e quella GPS, il Garmin si autoregola per garantire la massima precisione e la coerenza dei dati registrati. Ovviamente, come per ogni altimetro che si rispetti, é possibile impostare manualmente la quota in corrispondenza dei punti di riferimento in cui é nota. Attenzione alle quote indicate sui rifugi e sui bivi perché il marketing arriva anche in alta quota (come il rifugio Scotoni che mostrava un bel 2.040 m contro i 1.985 m della cartina).

Lo consiglio? Si tratta indubbiamente di una valutazione che ognuno deve fare in base ai costi/benefici. É un ottimo prodotto che credo debba essere migliorato lato software ma che presenta notevoli funzionalità utili per l'escursionismo. Sapere sempre la direzione da prendere qualunque sia il meteo e conoscere la propria posizione con le coordinate GPS quando si é in difficoltà, é veramente importante. Ad esempio, nell'ultimo tratto della salita al rifugio Lagazuoi, quando siamo stati colti da pioggia e nuvole basse, il Garmin ha continuato ad indicare la direzione di marcia e mi consentiva di vedere in anticipo sia le svolte del sentiero che le curve di dislivello. Piccola nota: il Dakota é certificato per resistere mezz'ora immerso in un secchio d'acqua. Una buona garanzia nel caso in cui debba essere usato in condizioni meteo difficili.

Garmin Dakota 20 - considerazioni da prova sul campo