Dal Passo della Scalucchia all'Alpe di Succiso (2.017 m)

Parcheggio vicino al Passo della Scalucchia (1.368 m), sentiero 667, Monte Piano (1.408 m), al bivio con il 669 (1.485 m) proseguire sul 667, Monte Casarola (1.978 m), sentiero 667, Alpe di Succiso (2.017 m), 667 fino al bivio con il 675, sentiero 675, Rifugio Rio Pascolo (1.568 m), sentiero 669, bivio con il sentiero 667 (1.485 m) proseguire sul 667, Monte Piano (1.419 m), sentiero 667, Parcheggio vicino al Passo della Scalucchia.

Partenza dalla funivia di Doganaccia

  • Ascesa e discesa 850 m, Lunghezza: circa 14 km
  • Tempo richiesto (soste escluse): 5 ore
  • Sentiero: 667, 675, 669, 667
  • Difficoltà: E
  • Cartografia: 1:25.000 Appennino Tosco-Emiliano. Per coprire tutto il percorso servono sia il foglio Est che Ovest.

Descrizione breve: bellissima escursione, specie nel tratto di crinale tra il Monte Casarola e l'Alpe di Succiso fino alla discesa nella valle che arriva al Rifugio Rio Pascolo (non gestito). Con la discesa al rifugio si riesce parzialmente a fare un percorso ad anello. L'escursione non presenta difficoltà particolari se non qualche tratto di crinale con semplici passaggi su roccette. Abbiamo incontrato alcuni nevai tardivi che hanno richiesto qualche valutazione prima di attraversarli.

Attenzione: come in tutti i boschi dell'Appennino Tosco-Emiliano, si rischia di trovarsi ad affrontare 'stormi' di zanzare decisamente 'aggressive'. Ricordatevi di portarvi dietro l'Autan o ve ne pentirete. Tutto il tratto di attraversamento del bosco, sia all'andata che al ritorno, é stato decisamente snervante.

 

Descrizione: Per arrivare alla partenza si passa da Vallisnera (RE) per dirigersi al Passo di Pratizzano fino ad incontrare il segnale che indica il Passo della Scalucchia per prendere questa piccola strada asfaltata fino ad arrivare ad un piccolo parcheggio sulla sinistra che si trova all'imbocco del sentiero 667.

 

Se avessimo avuto l'Autan, questo sarebbe stato il momento di metterlo in abbondanza.

Il percorso é lungo, circa 5 ore di cammino effettivo. Accertatevi di avere acqua in abbondanza perché non ci sono fonti fino al Rifugio Rio Pascolo (e l'acqua non era un granché).

Dal parcheggio ci avviamo verso la segnaletica che, ben evidente, mostra la cartina del parco e i classici cartelli dei sentieri CAI. Non prendiamo la carrareccia che porta al passo del Cerreto ma il sentiero, non troppo evidente, che, in leggera salita, porta nel bosco.

 

Da qui in avanti il sentiero é ben tracciato e indicato. Scopriamo fin da subito che il disgelo tardivo ha risvegliato nugoli di zanzare assetate. Il bosco é molto bello ma copre un'ampia parte del percorso e, purtroppo, le zanzare ci hanno decisamente rovinato questo tratto (che, tra l'altro, sapevamo di dover affrontare anche al ritorno).

Ogni tanto il bosco si apre su ampi prati con vista sul Monte Casarola, nostra prima meta.

Causa zanzare, non ci siamo concessi soste ed abbiamo impiegato circa 1 ora e un quarto ad uscire dal bosco passando prima dal Monte Piano e dal bivio con il sentiero 669 (da cui sbucheremo nel ritorno).

Appena fuori dal bosco ci siamo trovati su di un ripido pendio coperto da piante di mirtilli da cui potevamo osservare l'ampia vallata attorno a noi. Purtroppo l'afa ha ridotto fortemente la visibilità sui gruppi circostanti e l'unica vetta ben visibile era il Monte Ventasso dietro di noi.

 

Con le zanzare in progressiva e rapida diminuzione, abbiamo ripreso la salita verso il Monte Casarola attraversando prati fioriti coperti da genziane, campanule e arbusti di mirtilli. Seguendo il sentiero, ben tracciato e facilmente percorribile, siamo arrivati sul tratto di crinale che sale al Casarola e che apre la nostra vista sulla vallata sottostante e sul nostro obiettivo finale, l'Alpe di Succiso.

Breve sosta ristoratrice proprio nel punto in cui il sentiero passa su alcune roccette, tratto breve che non presenta difficoltà.

Si riparte e in pochi minuti siamo in cima al Monte Casarola (1.978 m). La vetta é spoglia, la vista spazia a 360' sulle cime circostanti ma le nubi generate dall'afa ci impediscono di godere appieno del panorama e solo con un po' di impegno scorgiamo le punte aguzze delle Apuane, Prado, Cusna e Cimone.

   

Quello che vediamo bene é il nostro percorso, il crinale che ci unisce all'Alpe di Succiso su un sentiero in agevole saliscendi che richiederà circa 30 minuti.

A metà incontreremo il bivio con il sentiero 675 che scende nella vallata sottostante e che prenderemo al ritorno ma per ora proseguiamo verso l'Alpe che raggiungeremo in breve tempo incontrando prima un omino di pietre alto 1.80 m e successivamente la caratteristica Madonna con bambino racchiusa in un globo di metallo.

Ci fermiamo qui per la sosta prima del rientro. Siamo arrivati in vetta in 2 ore e 20 minuti di cammino effettivo su 6 km e mezzo.

 

Ritorniamo rapidamente al bivio con il 675 e, prima di scendere, studiamo i nevai presenti nella vallata: sono facilmente aggirabili e solo qualche breve attraversamento sembra necessario.

La vallata é molto bella ma la discesa é ripida e richiede un po' di gamba allenata. Si passa ai piedi dei monti Ramiseto e Il Torrione e quando siamo quasi nei pressi del bosco, incrociamo un ruscello che ci consente di rinfrescarci la testa.

  

Quando, dopo poco entriamo nel bosco, le zanzare tornano nuovamente all'attacco ed il nostro rientro sarà ancora al trotto. Incrociamo il bivio con il sentiero 669 ma proseguiamo dritti per il rifugio Rio Pascolo (1.570 m) che é poco più avanti.

Si tratta di un rifugio non gestito e lo troviamo chiuso. Non abbiamo il tempo di guardarci attorno per evitare il salasso, ma proviamo ad assaggiare l'acqua della fontana li vicino che viene direttamente presa dal ruscello incrociato poco prima: il sapore non é un granché e se sia potabile non ne ho idea. Consiglio di ricordarsi di avere una buona scorta d'acqua con sè ed evitare fonti non sicure.

Ritorniamo sui nostri passi e prendiamo il sentiero 669 che continuerà nel bosco fino all'incrocio con il 667 e quindi fino alle nostre auto.

Il 669 procede con un continuo saliscendi, attraversando un paio di ruscelli ed é correttamente segnalato. Solo in un punto ci troviamo una indicazione non chiara (simbolo bianco e rosso CAI ad L) che volta a destra e ci fa erroneamente seguire un breve anello riportandoci indietro di qualche decina di metri. Avremmo dovuto proseguire dritti, attraversare il ruscello per il sentiero in salita: il simbolo corretto era poco più avanti.

Il tratto finale del 669, che era sceso a circa 1400 metri di quota, risale fino a 1500 con salite progressive e non ripide.

Incrociamo il bivio con il 667 e lo seguiamo lungo il percorso fatto all'andata per arrivare alle nostre auto.

Riassumendo: il giro é bello, il dislivello di 850 metri non é eccessivo ma la distanza, 14 km, richiede 4.30-5 ore di cammino effettivo per percorrerlo. L'afa e le conseguenti nuvole basse hanno ridotto la visibilità raggiunta la vetta ma in una buona giornata, il panorama é splendido. Le nevicate tardive di quest'anno hanno portato come conseguenza alla presenza di ampi nevai che richiedono esperienza per valutarli ed attraversarli.

Dal Passo della Scalucchia all'Alpe di Succiso (2.017 m)